Da Milano al Lago Maggiore di notte

Categoria: Pattinaggio a rotelle Creato: Giovedì, 19 Luglio 2018 Ultima modifica: Venerdì, 20 Luglio 2018 Stampa Email

In pattini davanti al Duomo di Milano - foto Witoor / Fabrizia TrombettiQuasi 100km dal centro di Milano ad Arona, nella notte, seguendo il "fiume" di ciclisti e altri 3 amici a rotelle, che hanno condiviso questa avventura. Questa la "Bike Night" alla quale mi sono aggregato lo scorso sabato notte. Un esperienza nuova, non tanto per la lunga distanza, non è la prima volta che arrivo in "tripla cifra" sui pattini, e neanche per la compagnia prevalentemente formata da ciclisti, ma per le senzazioni che la notte sa dare. (foto Witoor / Fabrizia Trombetti)

Si parte all'avventura: dopo aver tanto pensato all'invito degli amici di Witoor alla fine decido solo nel primo pomeriggio di sabato, senza pensare troppo né all'attrezzatura necessaria né alla logistica. Perché l’organizzazione è importante, ma l’improvvisazione è tutto, perché progettare è bello ma finché non parti è niente. Solo lungo la A4 mi rendo conto di quanto sia davvero impreparato a questo giro, ma un rapido giro sul web mi risove i problemi di trasporto: salgo con l'auto fino ad Arona, cittadina sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, riempio uno zaino per affrontare la prova (classico, nulla di speciale o ultra performante, quello che avevo con me insomma), pattini, casco e prendo il treno per tornare a Milano. E' l'ultimo verso il capoluogo lombardo e non ce ne sono altri che fanno la tratta inversa fino al giorno dopo. Volente o nolente devo farla. Anche se la pioggia, che intanto scopro essere prevista, dovesse sopraggiungere. In treno il primo momento mitico: mi rivolgo ad uno studente nel vagone "dalla stazione di Porta Garibaldi è lunga arrivate al Politecnico?”

LUI “4-5km, devi prendere il metrò”

IO “vabbè, a quel punto metto già i pattini!”

LUI “ma no guarda, è un bel tratto!”

IO “Ok, ma tanto poi devo tornarci ad Arona coi pattini, qualche km in più non è un problema”

LUI “ma guarda che sbagli località, Arona è dove siano partiti col treno”

IO “appunto, ho lasciato l’auto li e adesso torno a prenderla coi pattini!”... a quel punto mi ha guardato, si è alzato e senza dire nulla ha cambiato posto...

pattiniamo (x) tutti - we all skate - we skate for allMe ne faccio una ragione, arrivato indosso i pattini e google maps alla mano in un attimo sono al via, sono le 11:45, manca un quarto d'ora e si parte. Ascolto i discorsi di Simone, a capo dello staff organizzatore, della ultra-cycler Paola Giannotti, persona splendida che ho avuto modo di conoscere nella mia trasferta coreana in occasione della staffetta della Torcia Olimpica, e di un ragazzo non vedente che il prossimo anno affronterà in tandem la straada fino a Pechino. E questo mi fa pensare al motivo per il quale sono li. E' l terza volta che partecipo ad un evento di Witoor. La prima volta per scommessa: ad una presentazione di una altro evento pro AVIS ci sono qesti ragazzi che parlano di questa "Randonèe del Donatore Bolzano-Ferrara", affianco a me ho il campione di pugilato Alessandro Duran e il portiere Riccardo Cervellati che scherzando mi dicono "perchè non la fai in pattini?". E così tre giorni dopo si parte per Bolzano. Pioggia e freddo mi fanno desistere dal tentativo a Peschiera del Garda, ma sono in tanti ad essersi già fermati in quelle condizioni. Era il 2013. L'anno seguente la scomessa è con l'AVIS che mi chiede di riprovarci, e di farlo a distanza non lunghissima dalla donazione. Esperienza, tempo migliore e la compagnia di un fondmentale Carlo Scalera fanno se che i 2 pattinatori ce la facciano a chiudere i 300km della prova. E quest'anno perchè sono qua? Perchè voglio pattinare ancora, pattinare io e magari intanto portare avanti sogni (e battaglie): quello che il pattinaggio sia per tutti e che, se proprio una persona non può pattinare, il pattinaggio può aiutarla a realizzare i suoi sogni. We All Skate & We Skate for All. Un progetto che è la sintesi della mia idea del pattinaggio inclusivo, progetto embrionale che però DEVE partire e come ho detto "finchè non parte è niente". Progetto per il quale già devo ringraziare Rollerblade, i primi a dirmi "tu vai che i pattini ci sono". E, naturalmente, la settimana prima dell'evento la consueta donazione di sangue.

Albeggia sul Lago MaggioreA mezzanotte, scortati dalla municipale, si parte da Piazza Leonardo da Vinci, con una Milano tutta per noi. Poche vie ed ecco lo spettacolare arrivo in Piazza del Duomo, tra la movida milanese incredula e incuriosita. Lì si attende che l'ultimo autobus sia transitato per il vero "via". Passa un po' più del previsto ma non è mistero che il traffico milanese non sia "semplice". E' quasi l'una di notte quando si parte sul serio, ancora le grandi strade del centro e qualche assaggio di pavè e poi ecco che ci si getta sui navigli, prima frequentatissimi poi via via meno; i ciclisti della prima parte del gruppone (oltre 650 hanno preso il via) sono increduli di vedermi li con loro, e si iniziano a scambiare le prime battute, io stando molto all'erta, perchè scopro che per me il buio è un bel problema: devo "usare" la luce degli altri e stare molto attento anche a sfruttare la scia, non sarà una passeggiata stare "a ruota" come di giorno. Inoltre ogni tanto ci sono alcuni passaggi che per i pattini sono "da brividi", come ponti pedonali, arredi stradali di dubbia utilità e asfalto che all'improvviso lascia il posto alle pietre. E soprattutto sopraggiunge la pioggia e con essa la domanda che per noi pattinatori è intrinseca: "si starà in piedi su questo asfalto se si bagna?" Per fortuna si, e così vado avanti, cambiando varie compagnie, in occasione dei ristori e, purtoppo, lungo un tratto un po' confuso, dove sono rimasto al buio. Da solo. Perso. Una senzazione indescrivibile. Sapere che c'è il canale a sinistra, senza nessuna protezione, gli alberi a destra e solo una sottile lingua di asfalto dove proseguire, senza vedere nulla sotto le rotelle che girano, sapendo di non avere freni a disposizione e che quei pattini bisogna comunque farli scorrere. Per fortuna dura pochi minuti, riesco ad entrare in un paesino dove mi siedo ad aspettare l'arrivo di un nuovo compagno di viaggio. E poi via, fin dove i Navigli si buttano nel Ticino... ed è li che a sorpresa inizia il pezzo per me peggiore: sterrato! 1km di quelli impattinabili, dove le bici vanno e io sono praticamente fermo. La fortuna vuole che uno non mi abbandoni e che assieme si arrivi sul Lago Maggiore, che in questo caso significa strada normale e prime flebili luci dell'alba! Da li è un crescendo fino ad Arona, ritrovando tutte le forze che la notte sembrava aver rubato! L'arrivo sul lungolago è quasi magico, con la vista soddisfatta dal sole che fa capolino tra i monti, il gusto dalla buonissima colazione e l'ego (perchè no) dai compliment dei (pochi) già arrivati e dagli altri presenti. Le ultime due chiacchere, gli ultimi 2km in pattini per tornare all'auto e poi... ormai è giorno, è ora di svegliarisi e tornare a casa per trascorrere la giornata con la mia famiglia!

Come al solito impeccabile l'organizzazione di Witoor, che consiglio a chiunque voglia provare un'esperienza unica in bicicletta! Per quanto riguarda i dati tecnici 3 ore e tre quarti in movimento sono un po'di più di quanto pensavo, ma non pesavo a certe problematche, tra le quali anche il dover trovare il ciclista con la luce adatta, ma la media dei 25km/h era sicuramente alla portata per compiere i quasi 90km di percorso. Clikkando sul link puoi vedere la traccia GPS registrata tramite IWhatch e app STRAVA. La traccia parte da Piazza Duomo, arriva all'arrivo sul lungolago di Arona e riprosegue fino all'auto. Sotto invece puoi gustarti il bel video che mi ha generato Relive a partire da questa traccia. Di seguito il video ufficiale dell'evento dove si si vedono anche i pattinatori. E adesso vediamo che questa esperienza sia davvero il primo passo di un grande progetto... Pattiniamo (x) Tutti! #weallskate #weskateforall

Relive 'Bike Night Milano Lago Maggiore Arona'

Bike Night Milano - Lago Maggiore 2018 from Witoor on Vimeo.

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