Pattinaggio e attività inclusiva

Sofia all'Educamp CONIScrivevo questa relazione? sogno? ispirazione? poco più di un anno orsono, invitato a farlo da un rappresentante della Federazione Sport Rotellistici. Mi veniva chiesto di scriverla sulla base di esperienze e sensibilità personale, e questo ho fatto. Oggi che la FISR propone un censimento delle attività con disabili (voi lo avete già compilato? fatelo!) mi sembra bello proporlo a tutti, anche perchè oggi, grazie ad una nuova collaborazione con Rollerblade, penso di avere maggiori mezzi per sperimentare e far partire il progetto We all Skate! Se avete voglia leggete fino infondo, se avete ancora più voglia commentate e magari entrate nel gruppo FB che ho creato per parlare di questi temi: Scuola Pattinaggio, giocosport sui pattini e pattinaggio paralimpicoScuola Pattinaggio, giocosport sui pattini e pattinaggio paralimpico.

L’utilizzo del pattino all’interno di attività di giocosport e l’insegnamento dei fondamenti del pattinare all’interno delle Scuole Pattinaggio deve necessariamente tenere conto della necessità e della possibilità di trovarsi ad insegnare anche a bambini (e più grandi) con diverse abilità fisiche e cognitive. Questo in quanto la politica del “nessuno escluso” è alla base di ogni attività di promozione di base secondo i nuovi dettami del CONI, dal Giocosport a Sport di Classe, dagli Educamp a Coni Ragazzi. Questo perché nella nostra moderna società è impensabile non rivolgersi a tutti con attività inclusive, se non si vuole rimanere molto indietro rispetto ad altre discipline che da tempo hanno sviluppato progetti e protocolli d’intesa con i vari enti che si occupano di diversa abilità, CIP in primis ma anche Fisdir e Special Olimpic. Molti di questi progetti sono frutto dello sviluppo di attività sul campo e sono sicuro che molti di noi, all’interno delle loro associazioni, si siano già trovati a lavorare con ragazzi con diverse abilità, anche se, quando ho provato ad indagare sui casi (da due anni a questa parte) ho ricevuto pochissime risposte. Inizio questa relazione descrivendovi da dove deriva la mia esperienza sul campo: laureato in Scienze Motorie, membro dello staff tecnico del CONI di Ferrara e collaboratore del CIP sempre di Ferrara, ho avuto il piacere di partecipare al progetto Educamp prima come tecnico del pattinaggio, poi come educatore ed infine come coordinatore, al progetto Giocosport e al progetto Sport di Classe. Inoltre al momento sto’lavorando con 6 bambini del progetto Coni Ragazzi, ma in questo caso non tocchiamo il campo delle diverse abilità ma piuttosto quello dell’integrazione. A fine 2015 ho avuto il piacere di partecipare alla stesura ed all’avvio del progetto di Pallamano Integrata che, partito dalla asd Ariosto Pallamano Ferrara, adesso sarà punto di programma della rinnovata FIGH. In tutti questi progetti, dove ho portato per quanto possibile il pattinaggio, mi sono trovato a lavorare con bambini con disabilità cognitive e fisiche di vario tipo, e per ognuno di questi la parola d’ordine è stata INCLUDERE.

Dal punto di vista delle disabilità cognitive, nonostante le immense variabilità soggettive, è incredibile la risposta che questi ragazzi possono dare, anche in termini affettivi, al solo offrirgli la possibilità di indossare il pattino (vedi case history seguente) ed allacciarlo, magari autonomamente. Da questo punto in poi inizia tutto il percorso classico di insegnamento con le sue varie strategie, dal monopattino al dondolino, che per alcuni sono vere conquiste. Il più grande obbiettivo, ed il vero strumento che abbiamo per strutturare uno schema di lavoro con loro, è arrivare a compiere percorsi di destrezza (se vogliamo possiamo chiamarlo “roller cross”, per essere più moderni) che si adattano sia al loro bisogno di essere lasciati soli (autistici) a quello di essere accompagnati (sindrome di Down). Possiamo dire che quindi con la stessa tipologia di attività che si sta venendo a strutturare anche per i pre-agonisti della corsa e per gli agonisti del roller-cross, abbiamo già un progetto in piena regola, a patto di utilizzare idonei materiali antishock, in modo di portarli verso l’autonomia del compimento del percorso.

L’esempio di Sofia, un case history estremo: Sofia è una ragazza tetraplegica, che ha avuto la possibilità di partecipare ad un Educamp Residenziale del CONI, naturalmente assistita 24 ore, ma questo non le ha precluso di partecipare a tutte le attività assieme ai suoi compagni. Fino a quando è arrivato il “tecnico” di pattinaggio. “Sofia adesso ci divertiamo a guardare i tuoi amici” le era stato detto. Ma si vedeva negli occhi che a Sofia questo non poteva bastare. Nell’incredulità generale ho iniziato a cercare un paio di pattini che potessero andarle. Solo infilandoli il suo sguardo è cambiato. E il passaggio successivo è stato, naturalmente “di peso”, portarla a fare lo slalom appena provato dai suoi compagni, per una sua incredibile felicità, manifestata poi durante tutto il resto della giornata nella quale sono rimasto con loro, anche senza pattini. Questa storia è relativa ad Educamp CONI 2011 ed èstata riportata, all’interno del racconto di tutta la settimanadi Sofia, anche dai formatori di Educamp nei corsi formativi per gli educatori per i campi multidisciplinari del CONI. GUARDA IL VIDEO

 

Entrando invece nel campo delle disabilità fisiche sono molteplici le attività che si possono proporre, ma naturalmente lo studio degli adattamenti della disciplina è fondamentale. Con il disabile in carrozzina esistono tantissimi esempi di gioco-sport adattato che insegnano come metterlo al centro della squadra. A questo punto si può far lavorare il ragazzo assieme agli altri in staffetta facendogli percorrere quasi la totalità dei percorsi che percorrono i coetanei sui pattini (salti esclusi) o metterlo al centro di giochi di squadra sui pattini orientati verso la pratica dell’hockey, quale può essere anche un semplice gioco dei 5 passaggi sui pattini, oppure introducendo anche l’uso della mazza, ricordando che il gioco-sport è qualcosa di ben diverso dal mini-sport. Caso particolare può essere quello delle menomazioni degli arti superiori. Abbiamo esempio di ragazzo con arto focomelico che praticavano la disciplina della corsa senza problemi (il ragazzo in questione militava nel Pontevecchio di Bologna). All’interno della mia scuola ho una ragazzina con arto focomelico che, anche nelle prove più difficili, riesce a sfruttare la sua diversa abilità addirittura a suo vantaggio, come si può notare nella foto affianco, dove in un percorso con oggetto da trasportare utilizza per il trasporto proprio la mano dell’arto recante il problema.

Per ultimo vorrei parlare dei non vedenti. Ogni anno alla Berlin Marathon Inline è presente un atleta non vedente che termina la prova in “guida” così come capita nello sci. Peccato che lo faccia in mezzo ad un vero e proprio mare di persone, come può capitare ad un podista accompagnato. Non sarebbe impossibile sviluppare addirittura gare di velocità pensate proprio per loro, come ha fatto l’UCI che riserva ai non vedenti la disciplina del tandem, con risultati anche in termini agonistici sorprendenti, e potrebbe essere un ottimo modo per riscoprire una prova dimenticata come la gara ad inseguimento ad atleti contrapposti. Volendoinvece pensare alla disciplina adattata non è impossibile pensare a percorsi con appositi indicatori sonori o ad una pratica di hockey attraverso l’uso di sonagli, come fatto nel calcio, ma sicuramente la pericolosità degli scontri, che già si presenta nel sopracitato calcio sarebbe amplificata dall’uso del pattino. In questo caso, volendo parlare di esperienza personale, posso parlarvi di mio padre (non vedente dalla nascita a causa di una retinite pigmentosa) che mi ha sempre raccontato come all’allora Istituto per Ciechi venisse insegnato, e lui abbia appreso, il pattinaggio. [E voi avete mai provato a bendarvi e pattinare?!?]

 

Ferrara Inline Roller Games 2017, partecipa anche una bimba non vedente

 [NDR: il paragarafo che segue è legato ai Ferrara Inline Roller Games del 2017] Sicuramente volendo iniziare a lavorare in maniera organica con le diverse abilità le esperienze sul campo saranno punto centrale, perché la vastità delle casistiche davanti alle quali ci si troverà è enorme (si guardi la difficoltà del lavoro del “classificatore” per le discipline paralimpiche, che comunque non si addentra nel cognitivo). È per questo motivo che, già precedentemente alla richiesta di questa relazione, ero partito nel sviluppare anche nel “mio” sport una progettualità sulla base delle esperienze fatte. Inoltre dovendo pensare ad una giornata promozionale che aprisse il programma del “1°maggio Ferrara Inline – Trofeo del Lavoro di Pattinaggio Corsa su Strada”, visto che il 30 aprile abbiamo un palcoscenico stupendo come Piazza Ariostea a nostra disposizione, ho pensato diaprire questa giornata alle Scuole Pattinaggio, ai bimbi che vogliono avvicinarsi al pattinaggio, e anche alla disabilità. Lavorando con il delegato provinciale C.I.P. sono così arrivato ad ottenere il Patrocinio del Comitato Regionale per questa manifestazione promozionale che si sta venendo a realizzare, conscio che anche la presenza di un solo diversamente abile sarebbe da considerare un successo, in quanto comunque punto dipartenza per uno sviluppo futuro. Il pomeriggio del 30 aprile dunque, studiato e promosso comepromozionale FISR, si propone di essere quel anello dicongiunzione, doveroso quando ci si trova ad organizzare nel Cuore di una Città, quale Piazza Ariostea è, tra l’attività agonistica di alto livello e la possibilità di avvicinare chiunque alla nostra disciplina. Per farlo stiamo studiando un apposito percorso realizzato con materiali appropriati, grazie ad una collaborazione che sto portando avanti con un importante produttore italiano di attrezzatura sportiva, e ad un momento di prova e lezione.

[NDR: parliamo di quest'anno?] Dopo il successo dello scorso anno anche quest'anno il 30 aprile riproporremo il Ferrara Inline Roller Games dei quali vi mostro il VIDEO realizzato.

La ragazzina che vedete provare a pattinare in foto è non vedente. E' stata l'unica persona con disabilità, in questo caso motoria, che ha preso parte attivamente alla giornata. Potrebbe sembrare poco. Per me invece è molto, perchè fino a ieri eravamo a 0. Da spezzoni anche di questo video è nato poi Fratelli di Roller Sport, il video vincitore del contest CONI / Ministero del Lavoro Fratelli di Sport.

[NDR: ancora qualcosa di nuovo] E l'artistico? Sempre dalla sperimentazione, sempra da una idea, sempre dalle collaborazioni è nata l'idea di fare danza integrata sui pattini, sfruttand magari proprio quel pattino in linea che nell'artistico fatica a decollare. Ecco il VIDEO grazie agli amici di IN.DA.CO asd (Integrazione, danza, comunicazione). Anche questo video è poi finito in Fratelli di Roller Sport, come prossimo capitolo da sviluppare.

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